Acqua di sole, una storia tutta italiana

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“C’è gente capace di farlo, di riempirti la vita da lontano, e poi quelli che hai a un passo a volte si prendono tutta l’aria e ti rendono un palloncino sgonfio”.

Bianca Cataldi torna nelle librerie con un nuovo romanzo per Harper Collins, Acqua di sole. Siamo nella Puglia degli anni Cinquanta, dove una famiglia di profumieri e una di coltivatori di fiori, si uniscono per cambiare la vita di molti. Tutto nasce da una meravigliosa amicizia tra due bambini. La loro storia inizia proprio l’ultimo giorno del 1955, in una giornata di neve sulla campagna barese. Lavorare nei campi è impossibile per i Gentile a causa del brutto tempo, anche perché a casa li attende un lieto evento: sta per nascere una bambina.

Un piccolo grande uomo contro i pregiudizi

I fiori sono fondamentali anche per la famiglia di profumieri più importante e famosa di Bari, i Fiorenza. L’amicizia tra Teresa Fiorenza e Michele Gentile diventa un legame speciale. Michele è un bambino dotato di spiccata intelligenza, per questo non può rimanere in paese, deve studiare, non può lavorare nei campi. Così, attraverso la zia Maria, Michele viene iscritto alla stessa scuola privata di Teresa in città. All’inizio, Michele deve cercare di adattarsi a un mondo nuovo, subendo le angherie classiste e borghesi dei compagni di classe, ricchi e figli di papà. La sua indole forte e determinata però lo spinge ad andare avanti per cercare di farsi valere a tutti i costi. Michele è un bambino forte e coraggioso…

“E allora Michele si sarebbe chiesto se davvero la vita era ciò che veniva prima della morte. Forse la vita poteva anche venire dopo la morte, dopo il respiro sospeso, dopo l’assenza. Ci avrebbe pensato più tardi, da solo nella sua cameretta, con le sue poche parole di bambino che non sarebbero mai bastate a coprire l’estensione di una domanda così grande.”

La riscoperta di tradizioni che sembrano dimenticate

La storia dei Gentile e dei Fiorenza è una storia tutta italiana. Leggerla significa recuperare le nostre tradizioni culturali, alcune di esse perdute o dimenticate, che accompagnano la nostra infanzia e quella dei nostri genitori. Viene rispolverato un tempo in cui il festival di Sanremo è ancora un evento nazionale, imperdibile, accessibile solo ai ricchi. Nonostante ciò, gli italiani si sentono, in quei pochi giorni, più uniti che mai seppure diversi e senza televisione.

Bianca Cataldi descrive un paese difficile ma ricco delle ambizioni che nel dopoguerra caratterizzarono il boom economico; dove la linea tra ricchi e poveri, tra servi e padroni, era ancora molto delineata.

Le sue parole diventano il trionfo di una italianità bella e in fiore, proprio come i suoi libri, dove i fiori fanno sempre ritorno da protagonisti simbolici.

Acqua di sole è una fragranza, un profumo ricercato, che cambierà i destini delle famiglie narrate e sarà anche il riscatto per un futuro migliore.

“Quando verrai, ci abbracceremo e cercheremo, per quanto sarà possibile, di dimenticare. C’è vita dopo ogni morte, e a noi tocca ricominciare ogni volta che finiamo. Perché finiamo, e finiremo, tantissime volte prima di finire davvero”.

Dalle “fuitine” alla scoperta di sé stessi

Come in tutte le famiglie, i dissidi e le fughe, un tempo chiamate fuitine, sono all’ordine del giorno. Come i suoi componenti, le personalità interessanti sono diverse con ideali opposti e spesso lontani. Ciascuno è assorbito dai propri valori e dai propri limiti e orizzonti culturali. Nessuno vuole davvero guardare i nodi che non si riescono a slegare. I Gentile e i Fiorenza, seppure di classi sociali differenti, diventano lo specchio della famiglia italiana degli anni Cinquanta con le sue abitudini nuove e antiche, con i suoi legami forti e deboli. Le esistenze difficili, spesso precarie, ricche di segreti e parole sospese non dette regolano le ore di lavoro e le domeniche in famiglia. Insieme però, daranno vita a un fragranza che cambierà le sorti e il loro destino, compreso quello del piccolo grande Michele.

I fiori, protagonisti indiscussi dei libri di Bianca Cataldi

Prima di Acqua di Sole, nel 2018 l’autrice esordiva per Harper Collins con I fiori non hanno paura del temporale. Una storia commovente e nostalgica, ambientata in una Bologna di fine anni Novanta, dove ancora una volta chiunque può ritrovare le proprie tradizioni e abitudini italiane. Serena, la protagonista, racconta la storia della sua famiglia e di sua sorella. Corinna ha 17 anni, i capelli rossi e un viso ricoperto di lentiggini su cui spiccano due occhi d’acciaio.

È la figlia del primo grande amore di sua madre. Serena ha 7 anni ed è la sua sorellastra. Il suo desiderio più grande è quello di farsi considerare da quella sorella maggiore così misteriosa, con un colore di capelli così diverso, sempre rintanata dietro le pagine di un libro o con il walkman nelle orecchie.

Una grande e caotica famiglia allargata, ancora una volta…

I fiori non hanno paura del temporale. La storia di sua madre e del suo primo grande amore. La ricerca di Corinna per conoscere quell’uomo che non l’ha voluta e che l’ha abbandonata ma che le ha riservato una scatola ricca di oggetti dopo la sua morte, diventa la sinossi di un libro coinvolgente in cui viene celebrato l’amore e l’importanza dell’affetto verso una sorella adolescente che si sente tradita e delusa da un padre che non l’ha amata, da una madre che le ha mentito. Corinna è morta tre volte, racconta Serena, per poi andarsene alla ricerca di sé stessa da una famiglia a cui sente di non appartenere. I fiori nel suo penultimo libro sono la metafora di quanto possiamo essere fragili e forti per poterci liberare dai fantasmi del passato. In Acqua di sole invece, rappresentano il legame e il futuro di due famiglie apparentemente distanti conto i pregiudizi sociali.

Bianca Cataldi torna, ancora una volta, con un libro che regala emozioni vere, che fa piangere e ridere. Come lei, anche le sue pagine, sono ricche di amore per la vita, ma anche consapevolezza che ciascuno di noi ha la sua storia e il suo vissuto, seppure tortuoso che sia ma degno di essere sempre raccontato.

Le saghe famigliari, un genere che appassiona

Dopo il successo de La saga dei Cazalet di Elizabeth Jane Howard, tradotto in Italia da Fazi, le saghe famigliari sono diventate, negli ultimi anni, un vero e proprio genere letterario amato anche nel nostro paese. I leoni di Sicilia di Stefania Auci, pubblicato da Nord nel 2019, è un titolo ancora tra i primi in classifica in attesa del sequel. Una volta è abbastanzadi Giulia Ciarapica (Rizzoli, 2019) ha fatto riscoprire un antico borgo marchigiano riscattato dall’industria manifatturiera e la storia famigliare dell’autrice stessa. Acqua di sole di Bianca Cataldi (Harper Collins, 2020) riporta alla luce il vissuto intimo e brillante di due famiglie unite nella loro diversità.

Le storie che nascono all’interno di famiglie, famose o sconosciute, incuriosiscono e appassionano sempre di più. Al loro interno s’intrecciano relazioni e legami, segreti e ricordi tra personaggi con le stesse paure, motivi e dubbi sull’essere felici.

Ma perché piacciono così tanto? Forse perché ogni lettore cerca sempre un po’ sé stesso in quello che legge e le saghe lasciano sospese storie che non vediamo l’ora di esplorare.

Giusy Laganà


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Grado Zero è una rivista culturale online, nata dall’incontro di menti giovani. Si occupa di cultura e contemporaneità, con particolare attenzione al mondo della letteratura e del cinema.

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