Poetesse italiane del Novecento: Armanda Guiducci

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È curioso e mai prevedibile scoprire nuovi autori mentre si è immersi in altri. Gli innumerevoli testi in prosa di Vittorio Sereni possono essere considerati una vera e propria rubrica telefonica letteraria. Un elenco sterminato di poeti e personalità di spicco all’interno del mondo culturale spuntano in una pullulante raccolta di testi che delineano la fitta rete di conoscenze di cui godeva il Sereni. Tra questi oltre agli altisonanti nomi come Ungaretti, Franco Fortini, Mario Luzi e tanti altri, si eleva, timidamente, quello di Armanda Guiducci. La poetessa nacque a Napoli nel 1923 ma visse a Milano, dove morì nel 1992. Vantò amicizie importanti con Cesare Pavese e Franco Fortini e fu direttrice della rivista «Ragionamenti», una testata politico-letteraria. Nel corso degli anni Settanta partecipò attivamente al movimento femminista diventandone una delle voci più pregnanti. La sua totale predisposizioni nei confronti del gentil sesso influenzò, forse un po’ troppo,  anche la sua esigua produzione in versi.

Uomo VS Donna

Nel 1965 pubblica la raccolta Poesie per un uomo (1965) che, a seguito di un considerevole successo, vinse il premio Cittadella. La Guiducci sembra agire “ per partito preso” declassando da subito il sesso maschile, anzi, lo estrania e allontana o se no lo avverte come una minaccia. Se, molto spesso, si scrive di rapporti amorosi in cui i due amanti instaurano un legame empatico e alla pari in cui ogni riserva cade in virtù del più vitale sentimento amoroso, la Guiducci mette in chiaro l’opposizione tra i due sessi e la loro più triste incomunicabilità. Di fatto ha voluto delineare un canzoniere d’amore in cui l’amore non può esserci dal momento in cui manca la sua colonna vertebrale che è quella della complicità.

 Ideologia e Poesia

 La poetessa guarda alla figura maschile da una infinita distanza senza possibilità di tregua eppure lo fa con amarezza. Leggiamo un suo componimento che può essere definito come un manifesto della sua poetica, Uomo:

Altro da me in tutto… maschio, estraneo,

altra carne, altro cuore, altra mente,

pure, il mio stesso corpo prolungato,

la voce che si sdoppia, e mi continua:

ciò che si oppone, e ciò che mi compone

come un discorso teso, mai concluso,

o l’altro occhio: il raggio che converge

al rilievo, allo scatto delle cose –

mio necessario opposto, crudele meraviglia

è amare te: godere di due vite

in questa sola, avere doppia morte.

Dopo aver letto questi versi si coglie soprattutto una rabbia iniziale che percorre la penna della poetessa che poi si sfuma in una presa di coscienza da cui non può scappare; non può chiudere gli occhi dinanzi alla più ovvia e meravigliosa evidenza che è quella di amare e sentirsi amati. Questa consapevolezza viene declinata in termini amari che però non intaccano il significato di fondo che lei sembra voler velare utilizzando termini come “crudele meraviglia” o “ mio necessario opposto”. Dunque, se dapprima la Guiducci parte in quarta escludendo dal suo orizzonte gli uomini, sia dal punto di vista emotivo che anatomico, come qualcosa estraneo a lei ed incompatibile e che non può capire, come quando si è piccoli e non ci si riesce a dare una spiegazione al perché delle cose, dopo ne accoglie l’essenza e il senso dell’indiscusso legame che lega i due sessi.  La posizione radicale che nella vita politica aveva assunto la poetessa si riversò nei suoi versi probabilmente in modo troppo marcato tanto da non distinguere più il confine tra poesia e politica e mettendo l’uomo alle corde scostandosi dal proprio flusso esistenziale in omaggio alle ragioni politico e socio-culturali della Donna e aggredendo frontalmente la tematica amorosa.  Vittorio Sereni ne parlò in questi termini:

Un uomo, io nel caso specifico, legge con stupore e crescente turbamento, rimorso, senso di colpa, questo libro di Armanda Guiducci. Alla fine ne apprezza l’insieme, ma soprattutto ne ammira con sgomento la strenuità, la progressione, l’inesorabilità. […] il primo libro di versi della Guiducci fu visto come un non comune canzoniere d’amore […]

Valentina Grasso


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