Tempi eccitanti, la precarietà dei sentimenti sospesi che diventano tossici

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«Lui non mi rende felice o triste come fai tu. Questo significa che di lui mi importa meno, ma rende anche difficile lasciarlo del tutto. È come la corrente del golfo. Hai mai studiato la corrente del golfo? Dona un clima mite all’Irlanda».

Naoise Dolan, giovane autrice irlandese, arriva in Italia con il suo primo romanzo, Tempi eccitanti, pubblicato da Atlantide Edizioni nel mese di ottobre 2020, ottenendo uno straordinario successo, e tradotto in maniera magistrale da Claudia Durastanti.

Definita la principale competitor di Sally Rooney per l’argomento trattato, l’autrice propone un libro dove amore, ironia, difficoltà di esprimere sé stessi e comunicare con gli altri diventano i temi cruciali di una storia brillante e coinvolgente, simbolo delle più recenti generazioni .

Ava, ragazza cinica e fragile, si trasferisce subito dopo la laurea dall’Irlanda a Hong Kong, senza un piano preciso e senza prospettive. Ben presto si ritrova intrappolata in una situazione che non aveva previsto: un lavoro che non le piace e malpagato come insegnante di inglese in una scuola per bambini ricchi e un affitto troppo alto per le sue tasche da condividere con estranee con cui non riesce a stabilire nessun rapporto.

«Non ero brava quasi in niente, ma ero brava con gli uomini, e Julian era l’uomo più ricco con cui fossi mai stata brava».

Lei è una ragazza poco socievole e selettiva e l’unico con cui riesce a stabilire un legame è il suo amico Julian, uomo d’affari e ricco banchiere. Ava, quando incontra qualcuno, vuole tutto e subito. Infatti, in poco tempo, si trasferisce proprio da Julian, dove germoglia una relazione esclusivamente fisica e senza futuro. Lui è un uomo inglese single che gradisce la presenza in casa di una donna emotivamente compromessa e senza pretese. Lei, affascinata dal potere finanziario ed economico di lui, ricerca sicurezza e stabilità, consapevole dell’assenza di sentimento. Insiemeformano una coppia disfunzionale; il sesso non ha per loro alcun valore affettivo, diventa solo un modo per avere la vicinanza di qualcuno senza dover aprirsi veramente.

Le relazioni senza impegno, il nuovo status della società liquida

In poco tempo Ava stabilisce con Julian una relazione instabile volta a migliorare o confermare il loro status sociale, un modo nuovo per rafforzare la loro autostima.

Lei è attratta dai soldi e dal lusso che lui può assicurarle; lui adora piacerle per sentirsi sicuro e potente.

La ricerca della propria identità diventa un nodo cruciale per riuscire ad affermare la propria vita contraddittoria e impersonale. Sullo sfondo una grande città come Hong Kong, globalizzata e apatica in cui la personalità di Ava si adatta al consumismo e alla velocità della metropoli.

Qualche mese dopo, tutto cambia rapidamente. Ava, intrappolata nella relazione simile a un vicolo cieco con Julian, freddo, indifferente e lontano per lavoro, s’innamora di Edith, una ragazza che prende seriamente, fin da subito, il loro rapporto e che rischia di far soffrire Ava quando viene messa davanti alla scelta tra le due relazioni.Le immagini che Ava costruisce degli altri sono proiezioni create attraverso ciò che emerge dai social e dalla sua capacità di modificarne i tratti in base a quello di cui lei ha bisogno.

Le relazioni umane condite da spunte blu e visualizzazioni

«Attraverso l’arte della composizione riducevo la mia vita, ne bruciavo i grassi, archiviavo le asperità».

In un contesto globalizzato determinato dal progresso e dall’apparire, la vera materia della narrazione sono le relazioni effimere e rapide. Il sesso, il maschilismo, l’incapacità di comunicare, la precarietà economica ed emotiva sono mescolati e amplificati da un mondo social parallelo determinato da visualizzazioni con le spunte blu, videochiamate, selfie e stalking. Qui, su Facebook e Instagram, si cerca di mostrare sempre la parte migliore di sé stessi con sorrisi, successi e affetti che oggi possono esserci e domani scomparire.

Tutto questo rende le personalità raccontate dalla Dolan sempre più uniformate, stereotipate e povere di consapevolezza di quello che si vorrà diventare in futuro.

Il difficile rapporto con il linguaggio come con l’amore

Ava è ossessionata dal linguaggio e dalla pronuncia. Tutta la narrazione è scandita dalle pronunce inglesi e dalle differenze con l’irlandese, sua lingua di origine.

Il linguaggio diventa un metro per misurare ogni cosa, anche le relazioni sociali e sentimentali. Nel rapporto con Julian, il linguaggio, come il comportamento, è dettato da compostezza, ordine e distanza. Mentre con Edith ogni metro di misura cambia. Il linguaggio è un flusso naturale, erotico, sentimentale, coinvolgente e non programmato.

L’indiscussa centralità della personalità di Ava si rispecchia nell’uso della prima persona. Tutti gli altri personaggi sono sempre secondari per risaltare la sua interiorità.

Non è un caso se Ava insegna inglese in una scuola per ricchi. Il suo lavoro non le piace e non la rispecchia ma lo deve fare in quanto funzionale al suo guadagno e al suo ruolo all’interno di una società che non approva.

Il paragone con Sally Rooney, due autrici irlandesi alla riscossa

Il modo in cui Naoise Dolan esplora le dinamiche di potere all’interno delle relazioni sociali ricordano notevolmente i protagonisti dei romanzi di un’altra autrice giovane irlandese.

Sally Rooney è arrivata in Italia nel 2017 per Einaudi con il suo primo romanzo Parlarne tra amici e nel 2019 con Persone normali sempre per la stessa casa editrice.

Nelle storie raccontate dalla Rooney, è l’incomunicabilità la vera protagonista; anche nelle relazioni appaiono sempre ostacoliche le rendonosospese e inespresse.

I personaggi non sono mai diretti ma vivono i loro drammi solo interiormente attraverso una scrittura misurata e scandita dall’incapacità di amare ed essere amati.

Quello di Sally Rooney è stato l’esordio più importante degli ultimi anni in lingua inglese, la prima opera di un’autrice che, nata nel 1991 a Dublino, ha dimostrato una raffinatezza stilistica e la profondità psicologica dei grandi scrittori come Sylvia Plath e Zadie Smith. Parlane tra amici è un romanzo sull’amore e sul tradimento, un libro sulla vita reale e sui sentimenti di una donna e di un uomo, che si ritrovano a sperimentare una proibita forma di amore. Frances ha ventun anni e ha costruito un muro fatto di intelligenza, autocontrollo e freddezza, per arginare le sue paure e le sue insicurezze per appartenere a una famiglia povera, un padre alcolizzato e una madre remissiva.

Insicurezze per non essere mai all’altezza in un mondo che non potrebbe mai comprenderla. Per questo ha deciso di vivere in un universo lontano da loro, fatto di poesia e tanti libri, in una Dublino dai colori bohémienne.

Con Persone normali, Sally Rooney torna con un nuovo libro dove i protagonisti affrontano i rapporti come la maggior parte dei giovani adulti. La sua scrittura è come una goccia lenta che scende da un rubinetto dall’apparenza nuovo ma arrugginito all’interno dalle difficoltà della vita, dai tormenti interiori, dai dubbi e dalle paure.

Una storia sospesa tra due tempi, quello della giovinezza liceale e quello dell’essere adulti tra Marianne e Connell. Il loro rapporto però li unisce, e nonostante tutto, rimangono sempre in contatto tramite lettere, messaggi, e-mail, telefonate e incontri reali, come se fossero due pezzi di un puzzle troppo complicato che prende forma solo con il loro incastro. Durante la loro crescita si appoggiano e si allontanano, si attraggono e si respingono, si fanno molto male ma anche molto bene, e la loro sofferenza non è altro che contestazione e rifiuto del proprio sé.

Il finale aperto di Naoise Dolan in stile Rooney, l’imprevedibilità dei legami

Tempi eccitanti è una sorprendente riflessione sulla contraddittorietà dei sentimenti e delle relazioni sociali determinate dai rapporti di potere. Ogni rapporto con gli altri si sviluppa su un piano squilibrato in cui non vi è uguaglianza che dura nel tempo tra chi è più coinvolto e chi tende ad annoiarsi. All’inizio Ava preferisce un rapporto, quello con Julian, basato sul comando e sulla sottomissione per evitare di prendersi le sue responsabilità in una situazione quasi di comodo. Tutto cambia con Edith con la quale deve mettere in gioco i sentimenti e le sue emozioni in maniera attiva per riuscire a non perderla.

L’ultima immagine con la quale si conclude il romanzo è in realtà il nucleo principale del finale aperto che lo caratterizza: Ava che sale la scala mobile correndo per raggiungere Edith. Una scena rivelatrice che comunica ai lettori che la protagonista ha finalmente imparato qualcosa sull’amore.

Non si può essere felici senza accettare la possibilità di soffrire come unico e vero atto di coraggio e responsabilità verso noi stessi e verso chi incontriamo per amare.

Giusy Laganà


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Grado Zero è una rivista culturale online, nata dall’incontro di menti giovani. Si occupa di cultura e contemporaneità, con particolare attenzione al mondo della letteratura e del cinema.

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