Imma Tataranni: un procuratore sui generis

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Rai Uno ha deciso di puntare su una nuova serie con al centro una donna in un ruolo per niente facile: il sostituto procuratore Imma Tataranni. Al centro del racconto, ambientato tra i magnifici sassi di Matera,  c’è questo sostituto procuratore interpretato dall’attrice Vanessa Scalera, pronta ad abbattere il cliché dei personaggi femminili tradizionalmente proposti dalle fiction nostrane. 

Vanessa Scalera (Imma) Massimiliano Gallo (Pietro)

Una donna brillante, tosta, ironica; si veste con abiti sgargianti non disdegnando il look leopardato, lavora d’intuito e di memoria e agisce d’impulso, è diretta e del tutto priva di peli sulla lingua. Una donna innamorata del suo lavoro ma anche moglie e madre.

La trama

Imma Tataranni è un sostituto procuratore dalla dote particolare di una memoria da elefante, che le permette di risolvere anche i casi più difficili. Poco amata in procura per quella sua strana abitudine di andare lei dagli imputati, non  convocandoli in Procura come dovrebbe, poiché, secondo Imma, così facendo la verità è più a portata di mano. Ad accompagnarla in queste indagini c’è il bell’appuntato Ippazio Calogiuri, preferito fra gli altri perché parla poco e quando lo fa si sforza di non dire idiozie. Lei, che per indole e per storia personale preferisce il silenzio alla confidenza salottiera, non può che stare bene con Calogiuri. Così bene che arriva a sognarlo, a esserne attratta. In Procura Imma non è molto amata. I marescialli, i colleghi, mal sopportano i suoi modi ruvidi e schietti. Anche il procuratore capo, Alessandro Vitali, appena arrivato a Matera da Napoli, è costretto ad ammettere che la fama di Imma è del tutto meritata: un PM così ostico e impermeabile alla leggerezza lui non l’ha mai incontrato. L’unica ad andare oltre le apparenze e le battute caustiche di Imma è Diana De Santis, cancelliera nonché storica compagna di classe di Imma. In famiglia le cose non vanno diversamente. Pietro, il marito, e Valentina, l’unica figlia, si sentono “interrogati” da Imma anche per un banale ritardo. È più forte di lei, si tratta di deformazione professionale e lo sa bene. Non a caso, quando rientra a casa la sera è solita annunciarsi con un ironico “entra la corte”. Ma nonostante la classica tensione che può esserci tra una madre esigente come Imma e un’adolescente ribelle come Valentina, l’atmosfera a casa è serena e affettuosa. Del resto, dopo tanti anni di fidanzamento e matrimonio, Pietro e Imma si amano ancora, pur senza struggimenti, e il loro rapporto, venato a volte di insofferenza, è vivace e travolgente. Capitolo a parte è quello della suocera. Le due donne sono una l’opposto dell’altra. E nessuna delle due è disposta a cedere di un millimetro. La madre di Pietro vizia Valentina, compra tutto ciò che vuole, mentre lei, da madre coscienziosa e controcorrente, cerca strenuamente di insegnarle che le conquiste devono essere guadagnate col sudore. Così è stato per lei, figlia di una donna delle pulizie che viveva nei Sassi e di un padre morto troppo giovane. Un paragone che Valentina ha sentito troppe volte e che rifiuta sfruttando la complicità della nonna paterna: la sua vita è diversa, lei è diversa. Punto. Protagonista del paesaggio è Matera: luogo arcaico rivolto al futuro. Matera che viene inquadrata nella sua eterna bellezza, con i colori predominanti dei Sassi; terra ricca di storie e cultura raccontata con fine ironia e ostinato attaccamento. In questo scenario naturale e umano, Imma indaga attorniata da una folla di personaggi curiosi, destreggiandosi tra il procuratore capo, l’appuntato Calogiuri, il polemico anatomopatologo, i coloriti marescialli di zona, suocera, marito e figlia. Imma indaga per portare a galla la verità, dando vita a un giallo sui generis, divertente e pungente ritratto dell’Italia di oggi.

Essere una donna

Vanessa Scalera

La fiction di Rai Uno con questo nuovo personaggio fuori dagli schemi rappresenta una ventata d’aria fresca per le serie televisive italiane. Il personaggio nato dalla penna di Mariolina Venezia (già premio campiello) Imma Tataranni è una donna che non passa inosservata sul luogo di lavoro, ma sicuramente lascia e ha lasciato il segno anche nella famiglia dei polizieschi Rai. Come con Montalbano anche questa sfida pare riuscita per la Rai: il tentativo di caratterizzare un personaggio di un libro rendendolo visibile, reale, familiare al punto che potreste incontrarla anche voi in giro per la città a fare domande per risolvere un caso, pare aver dato anche questa volta ottimi risultati. Il sostituto procuratore Tataranni non passa inosservata non solo per i capelli rossi, i vestiti animalier e le borse luccicanti che sfoggia, quanto piuttosto per la sua capacità di fissare le persone in maniera intensa, con lo sguardo di chi capisce subito se le stanno mentendo oppure no. Donna e madre, sa essere dura e sensibile al tempo stesso anche nel suo lavoro. E forse ha ragione quando ci ricorda che

“Dobbiamo finirla con questa storia che io ho un carattere difficile. Io ho carattere e basta!!”

La struttura classica della fiction di Rai Uno, ossia il procuratore che in ogni puntata indaga su un delitto da risolvere, trova ora una formula più originale e varia.

 La Tataranni sul lavoro è un bulldozer, una donna fuori dagli schemi, una di quelle che gli uomini guardano con circospezione e ammirazione per la forza di volontà, è abituata a lottare tutti i giorni contro coloro che non sembrano capirla. Al di là degli snodi della trama, Imma Tataranni è una fiction da scoprire, per scoprirsi sempre più vicini a questi personaggi che possono sembrare scomodi solo perché si preparano bruschette abbrustolite da gustare rigorosamente sul divano, e poca importa delle briciole,  si mostrano in pigiami assurdi (che poi li abbiamo tutte questi pigiami), non hanno il tempo di andare dal parrucchiere, non sopportano le rimpatriate, se lavorano e tornano tardi la cena è un po’ da arrangiare e la suocera non è proprio la persona più docile del mondo.
Non le importa dei giudizi degli altri, non le importa dei pericoli, non le importa di uniformarsi, ma le importa di essere se stessa e fare bene il suo lavoro. È una donna  dura, sfrontata e per questo scomoda, sa commuoversi e commuovere, prendendo a cuore i casi e aiutando chi ha bisogno. Anche se questa dedizione si ripercuote su un privato molto complicato, che lei cerca però di affrontare con leggerezza.

Esperimento riuscito

Dunque il personaggio, nato in libreria dalla penna di Mariolina Venezia, televisivamente funziona. Ma a funzionare è un po’ tutto l’insieme che oltre alla bellissima cornice e a un giallo intricato e ben costruito,  ha visto in qualità di guest star attori amati dal pubblico Rai quali Cesare Bocci e Giampaolo Morelli.

Certamente chi ha letto i tre libri da cui è tratta la serie (Maltempo. Imma Tataranni e gli inciampi del presente, Come piante tra i sassi. Imma Tataranni e la storia sepolta, Rione serra venerdì. Imma Tataranni e le trappole del passato) si sente un po’ smarrito e noterà delle differenze: a cominciare dall’ambientazione che è spostata ai giorni nostri, mentre ad esempio il primo libro fa muovere Imma tra il 2002 e il 2003, mentre nella fiction c’è un riferimento al cantante Achille Lauro. Anche la figlia del sostituto procuratore nella fiction appare ben più grande e viene rappresentata come una ragazza di 16 anni, mentre nei primi libri della scrittrice la figlia di Imma ha solo 12 anni. Ovviamente essendoci la supervisione della scrittrice le rivisitazioni sono autorizzate, ma sorge sempre il solito dubbio: è giusto riscrivere un romanzo per il pubblico cinematografico o televisivo?

Insomma Imma Tataranni porta in scena un altro femminile,  è una donna meno patinata e perfetta di quelle che siamo stati abituati a vedere in tv o in certo cinema. Da spettatrice resto sempre scettica quando vedo quelle scene in cui le donne si alzano dal letto con la piega perfetta e il filo di rimmel, pur sapendo che si tratta di una fiction mi lascia sempre perplessa, qui no, qui ho ritrovato la naturalezza di una donna come tante abituata e a volte costretta a doversi sempre rimboccare le maniche da sola.

Anna Chiara Stellato


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Giovane napoletana laureata in lettere, da sempre innamorata della sua città, del dialetto e della storia di Napoli. Lettrice compulsiva, appassionata di cinema d’autore e di serie tv. Sorrido spesso, parlo poco e non amo chi urla.

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