Lyrics: Oxford Comma, inganno e snobismo

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Per capire alcune sfumature di significato della canzone scritta dai Vampire Weekend e intitolata Oxford Comma, è necessaria una premessa. Comma vuol dire virgola. Si deduce che la Oxford Comma è un modo particolare di usare la virgola nello stile di Oxford. In cosa consiste questo stile? È molto semplice: quando si ha una lista di nomi separati da virgole, la virgola si inserisce anche tra il penultimo termine e la congiunzione che solitamente precede l’ultimo termine. Facciamo un esempio pratico: Tizio, Caio e Sempronio. Se volessimo usare la Oxford comma, dovremmo scrivere: Tizio, Caio, [virgola] e Sempronio.

La grammatica della virgola Oxfordiana

La principale ragione che adducono gli oxfordiani per questa virgola apparentemente di troppo è l’intento di sbarazzarsi della potenziale ambiguità di alcune frasi. Facciamo un altro esempio. Nella frase “Io festeggio il compleanno con i miei fratelli, Mario e Luca” esistono due possibili interpretazioni. Prima interpretazione: io festeggio il compleanno con i miei fratelli (dei quali non si rivela il numero), più Mario, più Luca. Seconda interpretazione: io festeggio il compleanno con i miei fratelli, che si chiamano Mario e Luca (in questo caso so anche che sono due le persone con cui festeggio). Se uso la Oxford comma, sto indicando perentoriamente che Mario e Luca sono ospiti oltre ai miei fratelli alla festa di compleanno: “Io festeggio il compleanno con i miei fratelli, [con] Mario, e [con]Luca”.

La Oxford comma non è obbligatoria, ma il suo utilizzo in lingua inglese ha tanto il sapore di snobismo. A ciò si aggiunge un altro dettaglio: ciò che è britannico (di cui Oxford rappresenta l’apoteosi) è considerato snob, a differenza di ciò che è americano, che è culturalmente più informale e diretto. Detto questo, possiamo subito capire l’opposizione che emerge nel testo tra la voce narrante e la seconda persona. L’incipit è chiarissimo: chi se ne fotte della Oxford comma? (Who gives a fuck about an Oxford comma?)

America e Gran Bretagna

Il secondo verso della canzone, per chi non lo avesse ancora capito l’ antifona, ribadisce lo sdegno per le buone maniere inglesi. Il punto di vista dei Vampire Weekend è ovviamente americano, e così lo sguardo sui modi raffinati inglesi diventa un giudizio a metà tra l’ironico e il compassionevole, nel senso che, gli inglesi sono capaci di fare un dramma per qualunque cosa: “I’ve seen those English dramas too, they cruel”.

Addirittura, si usa l’aggettivo “crudele” (cruel) per definire i drammi inglesi. Per dramma, ovviamente, dovrebbe qui intendersi l’eccesso di etichetta, l’assurdità di regole nell’interazione sociale, la parvenza aristocratica, la sofisticatezza che rasenta il ridicolo, l’affettazione che nasconde la sincerità.

Dall’Oxford comma al comma splice

Sulla sincerità ci tornerò tra poco. Adesso vediamo un altro dettaglio grammaticale che, sempre alla fine del secondo verso, ribadisce l’informalità del narratore rispetto alla sofisticatezza del narratario. Riprendiamo dunque in considerazione il verso “I’ve seen those English dramas too, they cruel”.

In italiano lo si potrebbe tradurre letteralmente e il risultato non presenterebbe problemi: “Ho visto anche quei drammi inglesi, sono crudeli”. Quello che non funziona in questa frase nella lingua inglese, però, è proprio la virgola. I manuali di scrittura proibiscono infatti di unire due clausole indipendenti con una virgola, come in questo caso. Quando accade, si incorre in uno dei più comuni errori da scrittori principianti chiamato comma splice. In presenza di una o più frasi, la virgola può essere utilizzata in inglese solo per separare le indipendenti dalle subordinate.

iusto per fare un esempio, l’equivalente inglese dell’espressione “Mi piaceva, l’ho comprata” rappresenta un errore di comma splice; sarebbe invece corretto scrivere “Mi piaceva e l’ho comprata” oppure rendere la prima frase subordinata e mantenere la virgola, come nell’espressione “Poiché mi piaceva, l’ho comprata”.

L’utilizzo di comma splice è indice di ignoranza, sciatteria o informalità. Ecco ancora una volta che il piglio informale del narratore americano crea un’opposizione con l’atteggiamento schizzinoso e formale del narratario, di cui cominciamo a intravedere i lineamenti di una donna inglese.

Dopo le virgole, lo spelling e la dizione

L’opposizione tra America e Gran Bretagna non risparmia nemmeno una velata critica allo spelling, cioè al modo di scrivere alcune parole, a quella variazione ortografica che, si sa, può variare sensibilmente da una parte all’altra dell’Atlantico. Di solito sono piccole differenze che non compromettono la comprensione, come per esempio analyse (britannico) e analyze (americano), colour e color, learnt e learned.

Il testo della canzone rassicura l’ascoltatore che, se c’è un altro modo di scrivere le parole, va bene lo stesso (if there’s another way to spell the word / it’s fine with me). È un atteggiamento accomodante e tutt’altro che puntiglioso, rilassato piuttosto che severo, di manica larga piuttosto che fiscale. Ad ogni verso di questa canzone si avverte un crescente divario tra i due, tra la voce narrante e la destinataria del messaggio veicolato dal testo. Il divario è principalmente linguistico ma è chiaro che riflette una spaccatura tra due persone. “Perché mi parli in quel modo?” (Why would you speak to me that way?), si chiede con insistenza, prima di introdurre un gioco di parole: I haven’t got the words for you, “non ho mai litigato con te”. In inglese, “to have words with someone” significa letteralmente “avere le parole con qualcuno” cioè alzare la voce e litigare. In questa canzone la preposizione non sembra appropriata (for you al posto di with you) ma questo rende l’espressione idiomatica a sua volta un gioco di parole, nel senso che per lei (for you) lui non ha mai avuto le parole [giuste].

E cosa dire della pronuncia? Anche qui le differenze tra americani e britannici non vengono risparmiate. Il testo usa un’espressione forte, dicendo che lei sbava la propria dizione con sdegno (All your diction dripping with disdain), mentre al narratore va bene anche l’accento del Dalai Lama, che risiede ufficialmente a Dharamsala, in India, che guarda caso è una ex colonia britannica dove l’inglese è una delle lingue ufficiali ma lo si parla con una pronuncia che in molti troverebbero ridicola, così come è approssimativa la pronuncia della più alta carica buddista, che si rivolge spesso ai media internazionali in un inglese marcato di inflessioni asiatiche.

Formalità e sostanza, snobismo e semplicità, inganno e sincerità

A questo punto è lecito chiedersi quale sia il senso della canzone. Il senso è che tutte queste differenze sono formali: accenti, ortografia, regole grammaticali, sintattiche e morfologiche. La sostanza, invece, è ciò che dovrebbe contare. Il narratore ribadisce di aver sempre detto la verità anche quando faceva male (Through the pain, I always tell the truth), mentre la donna alla quale si rivolge sembra non essere stata sempre sincera (Why would you lie[…]?).

L’invito alla donna, quindi, è quello di mettersi sulle labbra il burro di cacao (Take the Chapstick, put it on your lips) e di sorridere. Si noti come le labbra siano lo strumento usato per profferire menzogne, mentre l’invito è quello di proteggerle, anche metaforicamente, anziché mascherarle o alterarne l’apparenza – come ci si aspetterebbe – con il rossetto.

Giuseppe Raudino

Oxford Comma

Who gives a fuck about an Oxford comma?
I’ve seen those English dramas, too
They’re cruel
So if there’s any other way
To spell the word, it’s fine with me
With me
Why would you speak to me that way?
Especially when I always said that I
Haven’t got the words for you
All your diction, dripping with disdain
Through the pain, I always tell the truth
Who gives a fuck about an Oxford climber?
I climbed to Dharamsala, too
I did
I met the highest lama
His accent sounded fine to me
To me
Check your handbook, it’s no trick
Take the chapstick, put it on your lips
Crack a smile, adjust my tie
Know your boyfriend, unlike other guys
Why would you lie about how much coal you have?
Why would you lie about something dumb like that?
Why would you lie about anything at all?
First the window, then it’s to the wall
Little John, he always tells the truth
Check your passport, it’s no trick
Take the Chapstick, put it on your lips
Crack a smile, adjust my tie
Know your butler, unlike other guys
Why would you lie about how much coal you have?
Why would you lie about something dumb like that?
Why would you lie about anything at all?
First the window, then it’s through the wall
Why would you tape my conversations?
Show your paintings
At the United Nations
Little John, he always tells the truth

Compositori: BAIO CHRISTOPHER JOSEPH / BATMANGLIJ ROSTAM / KOENIG EZRA / TOMSON CHRISTOPHER WILLIAM
Testo di Oxford Comma © Imagem London Ltd., Vampire Weekend Music


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Insegno Teoria dei Media alla Hanze University of Applied Sciences di Groningen, in Olanda. Scrivo e racconto storie. "Stelle di un cielo diviso" è il mio ultimo romanzo.

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