Lyrics: Bohemian Rhapsody, opera ed esistenzialismo

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Bohemian Rhapsody è la canzone più popolare dei Queen, la più ascoltata su Spotify, resa ancora più famosa dalla recente produzione cinematografica che ne ricalca il titolo. Il tema centrale del testo sembra essere la confessione di un omicidio nel quale alcuni recensori vedono un riferimento all’identità sessuale dell’autore Freddy Mercury, che simbolicamente uccide il vecchio sé per accettare apertamente una nuova tendenza. Interpellato riguardo al notevole livello criptico del messaggio veicolato dal testo, Freddy Mercury sminuì ripetutamente l’importanza del testo – probabilmente nel tentativo di mettere in atto una mistificazione – asserendo che si trattava di parole senza senso e raggruppate insieme solo perché suonassero orecchiabili.

Io non sono convinto né della prima né della seconda spiegazione. Sono troppi, infatti, i riferimenti culturali, che puntano verso una precisa direzione, per liquidare il testo come una specie di coming out o come una filastrocca senza senso.

Realtà, incubo, finzione

Intanto la duplice domanda iniziale: È questa la vera vita? È solo fantasia? (Is this the real life? / Is this just fantasy?) La realtà è paragonata a una trappola dalla quale non c’è via di fuga (Caught in a landslide / No escape from reality). Per quanto semplici, si tratta di domande che implicano una profonda riflessione sull’esistenza, su ciò che consideriamo realtà e, più in generale, sulla nostra stessa vita, che a volte può somigliare a qualcosa di immaginato (fantasy) e altre volte può assumere i contorni di un incubo dal quale ci si vuole tirare fuori (just gotta get right outta here).

Dunque il primo punto della canzone è il dubbio rispetto alla natura della vita stessa: esiste davvero o è immaginata? Il secondo punto è il naturale passo successivo a questo dubbio: che senso ha la vita? Il testo sembra non dare troppo peso all’esistenza, in quanto ribadisce un approccio di assoluta indifferenza quando afferma che “nulla è importante” (nothing really matters) e che a volte sarebbe stato meglio non essere mai nati (I sometimes wish I’d never been born at all), perché non è bello morire (I don’t wanna die) e anche perché la vita sembra una farsa nella quale bisogna andare avanti (carry on, carry on).

La vita come una farsa

A proposito di vite che somigliano a una farsa, il testo elenca una suggestiva serie di nomi e personaggi tipici della tradizione culturale italiana, in special modo della commedia dell’arte e dell’opera buffa (Scaramuccia, Figaro), ma anche personaggi italiani che hanno dovuto fare della propria vita un’amara recita teatrale, come Galileo costretto all’abiura. Insomma, un’esistenza poco autentica, una farsa vissuta inseguendo futili propositi o costretta ad essere vissuta come una farsa, futilmente.

L’omicidio e la condanna

La parte meno oscura di Bohemian Rapsody riguarda il racconto di un omicidio. Il testo descrive precisamente quello che accade: la pistola puntata alla testa di un uomo, il grilletto che viene premuto, la morte, la propria vita gettata via, in quanto con quel gesto violento ci si è condannati a morte con le proprie mani. Questa lucida confessione è rivolta a qualcuno che si invoca con l’appellativo di Mama. Anche in questo caso la scelta del nome, che suona italiano, ha una forte connotazione con la commedia, se non addirittura con il genere melodrammatico di cui la cultura italiana è profondamente intrisa (e di cui Freddy Mercury sembrava essere un estimatore).

Non è chiaro perché a un omicidio debba seguire una condanna a morte dell’omicida, ma è chiaro che la storia viene raccontata dalla prospettiva di chi sta per congedarsi per sempre dalla madre – alla quale si rivolge con parole colme di disperazione – e più in generale da tutti quanti: “Ciao a tutti, devo andare, devo lasciarvi tutti quanti e affrontare la verità (Goodbye, everybody, I’ve got to go, / Gotta leave you all behind and face the truth).

La morte imminente sembra pertanto il momento in cui si conoscerà la verità, ovvero il momento di stabilire, forse, quale senso abbia avuto la vita.

Il riferimento allo Straniero di Camus

Camus frontespizio Lo StranieroVita, morte e verità si intrecciano ancora una volta. La figura della madre insieme al racconto di un omicidio, soprattutto se presi in un contesto di dubbi prettamente riconducibili alla corrente dell’Esistenzialismo, sono tutti elementi che puntano a una precisa opera letteraria: Lo Straniero di Albert Camus. Il romanzo, infatti, si apre col funerale della madre del protagonista Meursault, il quale mostra un’incredibile indifferenza nei confronti della morte e che successivamente narra di un omicidio commesso senza una precisa volontà. A morire senza motivo per mano del francese Meursault è un uomo arabo – ricordiamo che il romanzo è ambientato nell’Algeria post-coloniale – e questa assenza di movente la dice lunga anche sul valore che viene attribuito alla vita. Si viene a questo mondo e si va via con troppa facilità, proprio come un verso della canzone: easy come, easy go.

Meursault verrà a condannato a morte per aver ucciso l’algerino, tant’è che la seconda parte del romanzo si svolge in prigione, mentre il protagonista si lascia attraversare da riflessioni e ricordi. La condizione di condannato a morte raccontata nel romanzo somiglia tantissimo a quella raccontata nella canzone, e in entrambi i casi resta vano ogni tentativo di ottenere la salvezza. Se nel romanzo, però, si fa sentire la componente atea dell’esistenzialismo, in quanto Meursault rifiuta il colloquio con un prete, nella canzone si riceve invece un rifiuto all’implorazione di pietà perpetrata nei riguardi di Dio. “Nel nome di Dio, non ti lasceremo andare” (Bismillah! No, we will not let you go), non ti consentiremo di salvarti. Da notare come il testo utilizzi l’espressione in lingua araba per indicare “Nel nome di Dio” (Bismillah), che è anche l’incipit del Corano. Questo sembra un altro elemento che rima con la storia raccontata da Camus, che è appunto ambientata in un paese arabo dove si professa la fede musulmana.

La componente religiosa si può rintracciare, infine, anche in un altro passo della canzone, a proposito di quella che sembra una dannazione certa del protagonista, in quanto Satana ha disposto una presenza diabolica a suo fianco (Beelzebub has a devil put aside for me, for me, for me). Ricordiamo che Satana è presente, con nomi diversi, sia nel Corano che nei testi sacri della tradizione Giudaico-Cristiana.

Qualche conclusione finale

Nulla importa e nulla ha senso. Rassegnazione, indifferenza: la vita, privata di un significato stabile e profondo, si riduce a un valore trascurabilissimo e infinitesimale. Per quello si uccide e si ha paura di morire, per quello si rigetta il senso dell’esistenza preferendo di non essere mai nati piuttosto che trovarsi qui, in un mondo che non si capisce. Qualunque sia la sofferenza o lo sbaglio di un uomo, l’universo resta del tutto indifferente, e questo fa di Bohemian Rhapsody la canzone più esistenzialista in assoluto.

Giuseppe Raudino

Bohemian Rhapsody

Testo di Freddie Mercury © Sony/ATV Music Publishing LLC

Is this the real life?
Is this just fantasy?
Caught in a landslide,
No escape from reality.

Open your eyes,
Look up to the skies and see,
I’m just a poor boy, I need no sympathy,
Because I’m easy come, easy go,
Little high, little low,
Any way the wind blows doesn’t really matter to me, to me.

Mama, just killed a man,
Put a gun against his head,
Pulled my trigger, now he’s dead.
Mama, life had just begun,
But now I’ve gone and thrown it all away.

Mama, ooh,
Didn’t mean to make you cry,
If I’m not back again this time tomorrow,
Carry on, carry on as if nothing really matters.

Too late, my time has come,
Sends shivers down my spine,
Body’s aching all the time.
Goodbye, everybody, I’ve got to go,
Gotta leave you all behind and face the truth.

Mama, ooh (any way the wind blows),
I don’t wanna die,
I sometimes wish I’d never been born at all.

I see a little silhouetto of a man,
Scaramouche, Scaramouche, will you do the Fandango?
Thunderbolt and lightning,
Very, very frightening me.
(Galileo) Galileo.
(Galileo) Galileo,
Galileo Figaro
Magnifico-o-o-o-o.

I’m just a poor boy, nobody loves me.
He’s just a poor boy from a poor family,
Spare him his life from this monstrosity.

Easy come, easy go, will you let me go?
Bismillah! No, we will not let you go. (Let him go!)
Bismillah! We will not let you go. (Let him go!)
Bismillah! We will not let you go. (Let me go!)
Will not let you go. (Let me go!)
Never let you go (Never, never, never, never let me go)
Oh oh oh oh
No, no, no, no, no, no, no
Oh, mama mia, mama mia (Mama mia, let me go.)
Beelzebub has a devil put aside for me, for me, for me.

So you think you can stone me and spit in my eye?
So you think you can love me and leave me to die?
Oh, baby, can’t do this to me, baby,
Just gotta get out, just gotta get right outta here.

(Ooooh, ooh yeah, ooh yeah)

Nothing really matters,
Anyone can see,
Nothing really matters,
Nothing really matters to me.

Any way the wind blows.

 


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Insegno Teoria dei Media alla Hanze University of Applied Sciences di Groningen, in Olanda. Scrivo e racconto storie. "Stelle di un cielo diviso" è il mio ultimo romanzo.

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