Napoli Città Libro: Intervista a John Caps, La luce di Meridio

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Durante la fiera abbiamo avuto modo di conoscere John Caps, autore al suo primo romanzo. Ha pubblicato con la Alessandro Polidoro Editore La luce di Meridio, il primo volume di una saga fantasy. Ci ha parlato un po’ del suo progetto e ci è sembrato interessante.

Il giorno dopo lo abbiamo incontrato nuovamente in fiera e gli abbiamo chiesto di rilasciarci un’intervista. Eccola di seguito.

Parlaci un po’ di te. Chi è John Caps?

«Ho iniziato a scrivere alcuni anni fa. Ho cambiato rotta nella mia vita: ero un avvocato, ora scrivo per passione e mi occupo anche di musica e di intrattenimento. La letteratura rappresenta da sempre un punto importante nella mia esistenza. In questi ultimi anni ho realizzato questo grande progetto, questa saga fantasy a cui mi sono completamente dedicato».

 

Sei in fiera con La luce di Meridio, il primo volume della tua saga fantasy. Parlaci del libro.

«Robert è il discendente di una di quattro famiglie, che hanno in quattro fratelli i propri capostipiti. Questi ragazzi, in un tempo remoto, sono dispersi a causa di un oggetto che viaggia con loro nella forma di un frammento, senza essere consapevoli che tale frammento avrebbe poi contaminato la propria discendenza, sviluppando nei ragazzi, nei figli e nei figli dei figli della capacità sovrannaturali legate alle attitudini di ciascuno di loro.

Come detto, Robert è l’ultimo discendente di una di queste dinastie. Scopre di essere uno dei pochissimi rimasti in vita, a causa di una guerra secolare che viene portata avanti per distruggere la sua famiglia, la famiglia da cui lui discende».

 

Questo libro non è solo il primo volume di una saga, ma si inserisce anche in un progetto che attraversa – se vogliamo – diverse arti.

«Sì. All’epoca io pensai di offrire un tipo di esperienza che non si limitasse solo alla letteratura, e quindi a ciò che si può trarre dalla lettura del romanzo. E attraverso l’incontro fortuito e fortunoso con alcuni collaboratori – che oggi sono carissimi amici – è stato realizzato sia un impianto grafico, che va dalla copertina alle illustrazioni all’interno del libro, fino ad alcuni contenuti che usiamo per gli stand da fiera e per le esposizioni esterne, sia la colonna sonora, che è stata realizzata in collaborazione con un’etichetta discografica che ha collaborato gratuitamente a questo progetto».

 

Chi sono questi collaboratori? Possiamo fare qualche nome?

«Ho lavorato principalmente con Fausto della Villa, un illustratore. Oggi è il responsabile manager di Doobedo. Oltre a essere molto in gamba, è stata una persona molto importante per questo progetto, perché ha contribuito in maniera sostanziale, credendo in questo grande progetto. Invece la Gnome Records, di cui è titolare Fabio Marcatelli, ha collaborato per la colonna sonora che uscirà con ogni romanzo. Infatti nel libro troveremo un QR code, dal quale sarà possibile accedere a questi contenuti multimediali. Vorrei comunque citare anche Sara Lubrano, che è un’artista orafa, e ha realizzato la prima linea di gadget, non ancora distribuita, ma che tutti i collaboratori portano al collo nei modelli originali. Francesco Maiorano per la fotografia e la realizzazione del making of dei video».

 

Un vero e proprio team!

«Assolutamente».

 

E pubblicare un progetto simile non dev’essere stato facile, perché non si tratta – in fin dei conti – soltanto di un prodotto editoriale. Come sei arrivato alla Alessandro Polidoro editore, e come funziona il vostro rapporto in merito al progetto?

«Il percorso che porta un autore alla pubblicazione è differente, secondo me, per ciascun autore. Questo perché i contenuti e il tipo di prodotto che si viene a realizzare non è sempre lo stesso. Nel mio caso si trattava di abbracciare un prodotto che si presentava già confezionato in gran parte delle sue componenti. Questa era una sfida e un’opportunità, non semplice da cogliere nella misura in cui bisognava integrare numerosi contenuti che trascendevano quelli meramente letterari.

Alessandro invece ci ha creduto, ha messo a disposizione la propria competenza e l’entusiasmo del proprio staff. Io l’ho conosciuto a un incontro culturale: si trattava di un evento realizzato qui, nel centro storico di Napoli. Scambiammo due chiacchiere e si creò subito un’empatia, un interesse reciproco allo sviluppo di questo progetto in collaborazione, e oggi siamo felici di poter presentare il romanzo alla fiera del libro».

Maurizio Vicedomini


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Laureato in filologia moderna, Maurizio Vicedomini lavora come editor, collaborando con diverse case editrici, agenzie letterarie e privati. È direttore della rivista culturale online Grado Zero, ed è redattore per MGMT magazine. Nel 2013 vince la sezione fantasy del premio Mondadori Chrysalide. Ha pubblicato diversi libri, racconti in antologie e in e-book dedicati. Nel 2017 è uscita la sua raccolta di racconti Ogni orizzonte della notte per i tipi di Augh! Edizioni.

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